Come e quanto costa aprire un salone di parrucchiere

Per aprire un salone di parrucchiere è importante creare un piano di investimenti e valutare attentamente tutti i costi di avviamento. Le variabili che influiscono sulla cifra finale possono differire da caso a caso.

Ecco una guida per aiutare un titolare ad aprire un nuovo centro o rilevare un’attività già partita, conoscere i costi che necessari per sostenere per un acquisto, un affitto e le opzioni alternative a disposizione, come  il franchising e l’affitto di uno spazio di un salone già esistente.

Foto saloni di parrucchieri

La prima considerazione che in Italia, nel 2020,  il mercato vale 7,3 miliardi di euro e conta 90mila saloni da parrucchiere che danno lavoro a oltre 190mila parrucchieri. Parliamo di un settore florido sì, ma con una concorrenza molto alta.

Aprire un salone di parrucchiere: quali sono i requisiti necessari?

Per avviare un salone di hairstyle, è necessario aver conseguito la qualifica di parrucchiere. 

Le possibilità per diventare un professionista sono numerose: esistono corsi tenuti da istituti e accademie private oppure tenuti dalle Regioni. L’investimento per diventare un parrucchiere o un evoluzione della professione come l’hair stylist può essere consistente: rivolgersi agli enti accreditati o alle accademie più prestigiose può garantire un’eccellente preparazione e più possibilità professionali.

Inoltre, si può decidere di avviare un salone da parrucchiere anche senza la qualifica professionale, occupandosi semplicemente della gestione e organizzazione del salone. In questo caso è fondamentale tenere a mente che bisogna assumere uno o più parrucchieri per lo svolgimento dell’attività.

In più, oltre alla qualifica professionale, per aprire un salone da parrucchiere saranno necessari i requisiti morali, definiti nell’art. 71, c. 1, del d.lgs. 59/2010, per le attività commerciali.

Gli adempimenti e iter burocratici per aprire un salone di parrucchieri

Quando si decide di aprire un salone di parrucchiere sarà necessario seguire l’iter burocratico seguente:

  • apertura Partita Iva: si può aprire in autonomia, oppure tramite un commercialista. È necessario tenere a mente che Il codice Ateco per i saloni da parrucchiere è il 96.02, “Servizi dei parrucchieri e di altri trattamenti estetici”.
  • iscrizione dell’attività al Registro delle Imprese della Camera di Commercio della propria provincia, per farlo è sufficiente la Comunicazione Unica.comunicazione di Inizio Attività al Comune
  • avviare la Scia, la Segnalazione Certificata di Inizio Attività, questa da inviare allo sportello Suap del proprio Comune
  • apertura posizioni INPS ed INAIL
  • permesso per esporre l’insegna, sempre da inviare al comune
  • messa a norma degli impianti e dei sistemi idraulici, elettrici, ecc.
  • messa a norma del locale in materia di igiene (nulla osta sanitario Asl), sicurezza, agibilità, destinazione, e così via
  • pagamento dei diritti SIAE per diffusione di musica.

Una volta analizzati gli adempimenti e requisiti, però, è importante affrontare anche le seguenti domande:

  1. Che tipo di salone è adatto al target di clienti a cui ci si vuole rivolgere?
  2. Optare per una apertura in franchising?
  3. C’è già un patrimonio clienti avviato su cui si può contare?
  4. Aprire il salone da soli o con dei soci?

Che tipologia di salone sarà?

Interno salone di parrucchieri

Le attrezzature e gli spazi necessari, le luci, l’arredamento e l’organizzazione delle aree saranno differenti a seconda delle attività che si vorranno svolgere, delle prestazioni che si vogliono offrire e della tipologia di clientela: un salone, infatti, può avere delle caratteristiche  molto diverse da un’altro, pur operando nello stesso settore.  

Ad esempio, ci si rivolge ad una clientela  più generica oppure si punta ad  operare su particolari fasce di mercato (ad esempio attraverso servizi ad hoc per artisti o per l’utenza business)?

Si vogliono  proporre delle prestazioni più classiche (come il taglio, il colore, la  messa in piega, lo shampoo, etc..) o anche opzioni aggiuntive per estendere e rendere più particolari le sedute (ad esempio affiancando al taglio una seduta di make up con un professionista, offrendo un servizio bar all’interno del salone, etc…)?  

I costi, come si può intuire, possono differire notevolmente: l’idea di business, quindi, deve essere la più specifica possibile.

Aprire un salone da soli o in società?

Aprire un’attività in proprio o in società con altri colleghi cambia notevolmente sia l’organizzazione stessa del salone, sia i costi.

Un business tra due o più soci, infatti, potrebbe rendere meno impegnative le spese da sostenere per la realizzazione e, inoltre, includerebbe  più professionalità in un’unica attività, anche con background differenti e/o affini tra loro. 

Ad esempio, un hairstylist e un esperto della colorazione potrebbero decidere di creare un’unica attività, aumentando il valore e la qualità  dei servizi proposti.

Un’altra idea di business, invece, potrebbe nascere dalla partnership tra professionisti di settori differenti, ad esempio tra un parrucchiere e un’estetista: in questo modo sarebbe possibile proporre servizi differenti in un’unica seduta, anche contemporaneamente (ad esempio proponendo delle prestazioni estetiche durante i tempi di posa). 

Pur offrendo un’esperienza più particolare e completa, però, è importante segnalare che l’accordo tra due professionalità diverse tra loro  necessiterà di un locale più ampio, di attrezzature differenti, l’allestimento di aree ad hoc per i vari servizi, un team di lavoro distinto (a seconda delle dimensioni del business e della tipologia di servizi proposti)  e il rispetto delle normative previste per i due settori (sicurezza, igiene, organizzazione interna, etc…). 

L’investimento iniziale, quindi, sarà più importante rispetto ad un’attività singola. 

Per quanto riguarda le spese totali per l’apertura di una società, i costi sono variabili a seconda della formula scelta.

Ecco qualche esempio: 

Ditta individuale: con questa forma giuridica è l’imprenditore l’unico titolare e responsabile. La ditta individuale è l’ideale per chi non prevede di investire molto denaro e opera a basso rischio. Non è previsto un capitale minimo di investimento e generalmente le spese per la costituzione sono contenute. I tempi di apertura sono abbastanza celeri e la tenuta della contabilità è semplificata. È solitamente la scelta migliore per un salone di piccole dimensioni, di proprietà di una sola persona;

SNC: come la precedente, la società in nome collettivo non prevede un capitale minimo obbligatorio per avviare l’attività. In questo caso, però, sono i soci ad avere la responsabilità illimitata e solidale. Con la SNC ogni socio partecipa con una quota di capitale (variabile) e la ripartizione degli utili avviene solitamente in modo proporzionale alla partecipazione. Le spese per la costituzione di una società in nome collettivo possono aggirarsi attorno ai 3000-4000 euro. Potrebbe essere la forma ideale nel caso in cui i soci abbiano un rapporto di fiducia e confidenza tra loro e operino tutti in prima persona nell’attività). 

SRL: la società a responsabilità limitata è una delle forme più diffuse. In questo caso la responsabilità, come il nome lascia già intendere, è limitata alla quota del capitale che si decide di investire. Il rischio, quindi, viene circoscritto essenzialmente al capitale dell’azienda e non al patrimonio dei singoli soci. La SRL può essere costituita anche con un capitale inferiore ai 10000 euro e generalmente le spese per l’apertura si attestano attorno ai 4000-6000 euro

La scelta del tipo di forma giuridica, quindi, è legata al tipo di salone che si vuole realizzare, alle dimensioni del business e al numero dei soci che vogliono partecipare alla costituzione: è sempre importante, quindi, richiedere una consulenza fiscale di un professionista per avere tutte le informazioni in merito e scegliere la formula più corretta.

Esiste già un parco clienti?

Parrucchiera che effettua piega alla cliente

Se il professionista che vuole aprire un salone ha già avuto in passato un’attività o ha lavorato come dipendente in altri centri ed è particolarmente apprezzato, probabilmente non dovrà partire da zero alla ricerca di clienti. 

Quest’ultimo è un vantaggio non indifferente per un business alla prima apertura, che metterà al riparo da buona parte dei rischi iniziali e permetterà di trovare nuovi clienti in maniera più graduale ed efficace, sfruttando anche la clientela esistente. 

Una buona media di partenza potrebbe essere di 6-10 clienti al giorno, anche se in alcuni casi anche un numero minore sarebbe comunque da valutare, ad esempio se si offrono prestazioni ad un prezzo maggiore, tecniche di lavoro particolari o ci si rivolge ad un target particolare.

Quanto costa aprire un salone: Affitto o acquisto

Il punto importante da decidere prima di aprire la propria attività è il negozio: è meglio acquistarne uno oppure affittarlo

L’acquisto è sicuramente l’approccio più desiderato da coloro che vogliono un proprio salone, poiché si potrà ristrutturare e personalizzare secondo le proprie reali esigenze, preferenze e necessità, ma è anche quello che richiederà una spesa maggiore

L’investimento per un locale, infatti, comporterà un acconto iniziale (variabile dai 15.000 ai 170.000 euro) e il pagamento dell’immobile, con conseguente apertura di mutui o fidi bancari. La spesa varierà notevolmente a seconda del tipo di locale, della metratura e della zona in cui si trova, e potrà arrivare oltre i 400.000 euro nelle aree più strategiche dal punto di vista commerciale.

Anche l’affitto ha costi variabili a seconda della zona e del tipo di locale ma potrebbe essere una possibilità nel caso in cui non si avessero alte disponibilità iniziali: un salone di circa 40-50 mq potrebbe avere un costo mensile medio di circa 500-600 euro, spese di contratto escluse.

Altri costi per l’avvio di un salone

Come accennato in precedenza, acquistare un nuovo spazio o costruirne uno ex novo permette di avere più vantaggi e le possibilità di personalizzarlo in base alle proprie preferenze: solo con questa opzione si è in grado di costruire il salone esattamente come lo si desidera, senza dover fare i conti con restyling, reputazioni precedenti e costi d’affitto. 

L’investimento necessario, però, sarà molto più alto e vi sarà bisogno di un lavoro più intenso di pubblicità e marketing per far conoscere il nuovo salone. Con l’affitto o l’acquisizione di un locale già esistente, invece, le spese potrebbero essere inferiori ma dipenderà ovviamente dal tipo di locale, dalla notorietà del salone e del brand.

Quest’ultimo è un vantaggio non indifferente per un business alla prima apertura, che metterà al riparo da buona parte dei rischi iniziali e permetterà di trovare nuovi clienti in maniera più graduale ed efficace, sfruttando anche la clientela esistente. 

Una buona media di partenza potrebbe essere di 6-10 clienti al giorno, anche se in alcuni casi anche un numero minore sarebbe comunque da valutare, ad esempio se si offrono prestazioni ad un prezzo maggiore, tecniche di lavoro particolari o ci si rivolge ad un target particolare.

Oltre al costo del locale e dell’affitto, l’apertura di un salone necessita di investimenti ulteriori per:

  • acquisto di poltrone, specchi, arredamento, accoglienza, espositori prodotti, lavatesta e cassa (da 7.000 euro a 25.000 euro. Arredamenti di pregio possono costare oltre 100.000€ per saloni con metrature importanti oltre 200mq);

     

  • ristrutturazione del locale e controllo degli impianti elettrici e idraulici (costo variabile a seconda del tipo di locale, ma si possono considerare circa 3.000 euro); 

  • attrezzature professionali per il salone (pettini, caschi, lampade, forbici, macchinette per la barba, asciugamani, etc…. Il costo per una media attività potrebbe essere di circa 3.500 euro);

     

  • marketing e pubblicità: è una voce di spesa particolarmente importante se si decide di partire da zero con un nuovo negozio. Bisognerà investire nella creazione del brand, mettere in pratica alcune idee di marketing per far crescere il salone e per farlo conoscere a più persone possibili, ad esempio curando un sito Web, aprendo delle pagine social, allestendo degli stand dedicati all’attività durante eventi organizzati in città o nelle aree limitrofe. La spesa, anche in questo caso, non è quantificabile: si parte da 500-1.500 euro ma si potrebbero superare anche i 10 mila euro a seconda del tipo di promozione;

     

  • assicurazione del locale: oltre ad essere una garanzia per il titolare è anche un obbligo dal punto di vista normativo. Una spesa media da mettere in conto è di circa 500-700 euro all’anno

  • software gestionali: grazie all’uso di programmi aziendali si potrà gestire meglio il tempo e l’attività su molti aspetti, ad esempio per quanto concerne le prenotazioni, la contabilità e i pagamenti tramite carta. I prezzi dei software aziendali per i saloni partono da 30/40€ al mese o possono essere acquistati anche a 2.000/3.000 euro
    Prima di acquistare è consigliato valutare cosa considerare, dalle funzionalità alle integrazioni, in un gestionale.

     

  • stipendi: la cifra è variabile a seconda del numero dei membri dello staff;

     

  • utenze (energia elettrica, acqua, telefono, Internet, etc…);

     

  • fondo per imprevisti in caso di problemi durante i lavori o a causa di pratiche amministrative (la cifra potrebbe variare a seconda delle disponibilità).

Tenendo conto di tutte le spese iniziali, dell’affitto e di altri costi legati all’apertura, per l’avvio di un salone di piccole dimensioni potrebbe essere necessario un budget di circa 30 mila euro, mentre per attività di medie e grandi dimensioni le cifre superano ampiamente i 35-50 mila euro

Se si acquisisce o si affitta un salone già esistente e in attività, invece, i costi per attrezzature, ristrutturazione, mobilia e cassa potrebbero non essere necessari: ovviamente tutto dipenderà dalla qualità e dalle preferenze del nuovo titolare.

Rilevare un’attività esistente

Aprire un salone in proprio permette di personalizzare al meglio tutti gli aspetti dell’attività in modo del tutto indipendente e libero. Non si tratta, però, dell’unica opzione: un’altra possibilità, ad esempio, potrebbe essere quella di rilevare un salone già esistente, mantenendo lo stesso stile e brand oppure rinnovandolo in base alle proprie preferenze: in questo modo si potrebbe già avere un vantaggio se l’attività ha già una clientela consolidata e un nome conosciuto


Il costo per rilevare un salone varia a seconda dell’area geografica e della zona stessa in cui l’attività è sita: le oscillano in media tra i 15000 e i 50000 mila euro per edifici di piccole e medie dimensioni, ma si sale anche oltre i 60000 euro per aree che superano i 90 mq. In alcuni casi l’ex titolare potrebbe dare la possibilità all’interessato di prendere in gestione l’attività, pagando un canone d’affitto (in media attorno ai 1000-2000 euro al mese per saloni di piccole e medie dimensioni).

Altri aspetti da valutare

Trattandosi di un’attività consolidata, però, il solo costo del locale non è sufficiente per decidere se rilevarlo o meno: sarà necessario valutare ulteriori aspetti, altrettanto importanti, per valutare al meglio l’acquisto (o l’affitto). Tra di essi troviamo: 

  • il passato della precedente gestione: capire se l’attività è apprezzata o meno, se vi è ancora un flusso di clienti costante e se la percezione sul salone è positiva. Potrebbe essere utile parlare direttamente con i clienti oppure cercare informazioni online, leggendo le opinioni e le recensioni degli utenti; 

  • lo stato del salone, delle attrezzature e degli ambienti, in modo tale da valutare eventuali costi aggiuntivi per il rinnovo e il restyling, da aggiungere alla spesa complessiva; 

  • la situazione finanziaria e contabile: è importantissimo verificare i risultati ottenuti dal salone nel periodo precedente, così da poter valutare in modo preciso i ricavi ottenuti, il numero di clienti mensili su cui è già possibile contare e i possibili margini di crescita. Potrebbe essere utile, inoltre, richiedere un rapporto fiscale dell’attività per sapere se l’ex titolare è in regola con i pagamenti tributari; 

  • la zona dove il salone è stato aperto: valutare se l’area è sicura dal punto di vista sociale, se sono presenti altre attività, se ha una posizione vantaggiosa dal punto di vista geografico (ad esempio se è al centro o in periferia, se è in una via molto trafficata o conosciuta per lo shopping) e se è facilmente raggiungibile (in auto e/o a piedi);

  • il tipo di clientela: capire a quale target d’utenza la precedente gestione si rivolgeva (standard, business, di lusso, legata a settori specifici come quello del cinema o della moda, etc…) e rapportarlo alla propria idea di salone e attività.

Attività in franchising

Franchising parrucchieri

Il franchising è un’altra alternativa interessante da prendere in considerazione per chi ha intenzione di aprire un salone: il vantaggio principale per chi scegliere questa formula è senza dubbio la possibilità di sfruttare un brand di riferimento del settore e riconoscibile.

Oltre ad avere accesso a strategie di pubblicità e marketing sviluppate da professionisti, formazione di alto livello, supporto da parte dell’azienda e sconti e agevolazioni sull’acquisto di prodotti e servizi del brand o di società partner. 

Ogni catena franchising, però, ha una propria policy per quanto riguarda l’affiliazione: potrebbero essere previsti dei costi di accesso, delle royalties o dei periodi di permanenza minimi più o meno impegnativi, che non tutte le attività potrebbero sostenere. Alcuni brand, inoltre, esigono l’uniformità con la propria immagine, con le modalità di lavoro  e con lo stile del marchio: in questi casi, quindi, sarà necessario effettuare dei lavori di restyling del salone, seguire dei corsi professionali specifici e rinunciare alla propria “unicità”. 

Se il brand è adeguato alle proprie esigenze, al target di riferimento e al tipo di mercato e all’area in cui opera, è sicuramente un’opzione da tenere a mente: per maggiori informazioni e per conoscere le condizioni previste dalle principali catene, è possibile dare uno sguardo all’approfondimento su come aprire un salone in franchising.

Affittare uno spazio in un salone esistente

L’alternativa più economica in assoluto potrebbe essere quella di affittare un’area o una sala di un centro già esistente: è formula meno flessibile e più limitata rispetto al business che si potrebbe avere in mente ma ridurrà al minimo i costi sull’affitto, le attrezzature, le spese per acqua ed energia e permetterà di creare una base di clienti consolidata su cui si potrà contare nel momento in cui si deciderà di acquistare o affittare un salone in proprio.

È sicuramente l’opzione più compatibile con chi parte da zero e a poche disponibilità iniziali.

I vantaggi del noleggio di una parte di un’attività esistente sono numerosi:

  • è possibile condividere i costi con altri (ad esempio le utenze, la mobilia, la reception, etc…);
  • si riduce il rischio aziendale, tenendo conto dei costi iniziali inferiori;
  • si avrà già una clientela, pur essendo del salone ospitante;
  • si potrà guadagnare dalla vendita dei prodotti al dettaglio del salone ospitante attraverso il meccanismo delle commissioni

Il costo medio di affitto per una poltrona potrebbe aggirarsi attorno a 400 euro al mese, ma la cifra è variabile a seconda del tipo di salone, della posizione in cui si trova, del target di riferimento e della grandezza dell’area da affittare. 

Sapere quanto costa aprire un salone in modo preciso e assoluto, quindi, è impossibile: ogni caso è a sé e le scelte iniziali del futuro titolare (ad esempio nella scelta di acquistare un locale ex novo, di acquistare o affittare un salone già esistente o di noleggiare solamente un’area), nonché il budget di partenza, influenzeranno le spese.

Proprio per questi motivi è di cruciale importanza avere già in mente la tipologia di attività che si vuole far partire e valutarne la fattibilità in base alle proprie disponibilità iniziali.

Tu sei l’artista, noi il tuo manager.